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ILLÁCHIME quartet . demo
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prodotto e registrato tra l'estate 2002 e l'inverno 2003 |
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tracklist: cortile in mockba, pale fire, silos, monopolio della noia |
Fanzine elettronica
Perchè No? (aprile 2003)
Illachime Quartet CD promo autoprodotto 2002
Una cosa è certa: molto difficilmente questo gruppo napoletano
suonerà al Perché No?. Non fraintendete, non per colpa loro. Al Perché No? già la
parola postrock e indierock provoca "sgomento", semina "l'orticaria" e
fa trasalire il 90% del nostro pubblico "very kids" (e anche del direttivo della
nostra associazione, ad essere onesti) che, nella sua apertura mentale massima o si tratta
di punk, ska, numetal e hardcore o, il resto è considerato, nel caso più gentile,
..." ...merda...!!!". Figurarsi un gruppo che propone "musica
contemporanea", senza voce, in un susseguirsi di incroci tra "suoni
sintetici", intarsi acustici, giri di pianoforte e violoncello, improvvisazioni,
deviazioni noise, assolutamente rigorosi e minimali, senza nessuna concessione alla
melodia, per un suono che, come essi stessi affermano è "orgogliosamente
trasversale". In un loro ipotetico concerto dal vivo al Perché No? già mi vedo il
presidente, sig. Nobili, linciato (insieme alla band ovvio...). I coraggiosi boy's
napoletani devono accontentarsi solo del fatto che al sottoscritto i loro quattro pezzi
piacciono molto, essendo interessanti, intelligenti e suggestivi. Non è molto, lo so, ma
accontentatevi del fatto che il vostro disco finirà, con malcelato orgoglio, nella mia
"imponente" discografia.
DJ Kremlino
da: freakout-online.it
(maggio 2003)
Illàchime Quartet - promo '03
Se qui nel Paese d''o sole qualche pazzo decidesse mai di aprire la consorella
italica di un'etichetta come la Road Cone (e affini), contattasse subito questo quartetto.
Che - meraviglia - è pure di Nappule, la città musicalmente - e, pronostico,
irrimediabilmente - tenuta in scacco dagli emissari di cultura antagonista e cultura
"mediterraneo-solare" (vi risparmio l'ambito "extra-alternativo"). So
che un demo pur bellissimo come quello in esame non farà mai da schiaffo morale ai citati
emissari e a chi li coadiuva nel diffondere il loro distorto verbo culturale, ma
l'Illachime Quartet ha le palle molto grosse (scusate l'assenza di eufemismo), causa anche
età (avanzata) e probabili (per non dire sicuri) studi professionali di musica. Lascerei
perdere ogni eventuale discorso metaforico sul rapporto tra la musica di questo ciddì e
la realtà socio-urbana da cui deriva, e mi concentrerei a sottolineare le interessanti (e
dico poco) textures di cui il quartetto è capace: drumming scarno e sincopato, repentine,
liquide e profonde sortite di basso, riuscite amalgame acustico (piano, violoncello,
chitarra) - elettronico - elettriche, rumori di fondo. Un suono cesellato e scarno,
minimale e pieno, timido e affermativo, avanguardistico e accessibile. Eternemanente al
bivio delle possibilità.
Roberto Villani
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