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ILLÁCHIME quartet . articoli . recensioni
Post-itrock.com, numero 10, dicembre 2004
Illàchime Quartet CD 2004
Leredità di un progressive intelligente? Rock che si espande a macchia dolio
come forse lo pensava Zappa? I King Krimson che rimangono impigliati come retaggio
culturale? Jazz rock come se la lezione di canterboury proprio non avesse
lasciato il vuoto? Frammenti classici seminati a scaglie? Trip da colonna sonora?
Sono rimasto sorpreso dall Illachime Quartet: cuore, cervello, forma, un pizzico di
fantasia che non guasta mai, delle atmosfere decadenti e quel tanto di sinistro che non
guasta. Non raggiungeranno alti picchi di vendita forse, è probabile che non compaiano su
altre riviste allinfuori di questa, ma se il modo di essere retrò e non
passatisti di gente come i Cerberus Shoal o certi Iceburn per voi ha avuto un senso, gli
Illachime quartet andranno diritti al bersaglio.
Andrea Ferraris
Blow Up Magazine,
numero 76, settembre 2004
Illàchime Quartet CD
Illàchime/Demos 4t-44:17
Sono molti gli elementi che convergono nel suono dell'esordiente Illàchime Quartet. La
classica, l'improvvisata, il rock, la ambient, il minimalismo, suggestioni gotiche. Far
convivere spinte tanto diverse richiede magia strumentale e intelligenza compositiva, una
buona dose d'incoscienza e soprattutto molto (buon) gusto. Le differenti sensibilità di
Fabrizio Elvetico e Gianluca Paladino (i fondatori del progetto, qui coadiuvati da una
lunga serie di collaboratori, di formazione accademica il primo e più 'rock' il secondo)
s'incontrano a metà esatta concedendosi l'una all'altra senza mai per questo venir meno a
sé; esemplari in tal senso le coabitazioni realizzate per Cortile di Mockba e Pale
Fire, sorta di math rock le cui spinte verso opinabili voli progressive trovano
un limite perfettamente equilibrato nel felicissimo understatement pianistico e nei
dialoghi tra violoncello e chitarra. Numerosi i campionamenti presenti nel disco, carpiti
al cortile di un palazzo di Mosca come a una radio a valvole, a un'area industriale come a
un silos per lo stoccaggio del grano. È proprio da quest'ultimo che viene lo spunto per Silos,
il capolavoro del disco, magica costruzione nella quale gli incastri si colorano
d'incandescenze più decisamente elettronico-glitch per uno sviluppo cinematico di grande
suggestione. (7)
Stefano I. Bianchi
il
Tirreno, domenica 19 settembre 2004
Illàchime Quartet, Illàchime Quartet
Sperimentare e seguire il proposito di far colloquiare diverse tensioni musicali non è
mai cosa facile: il peggio che possa capitare è raggiungere una sintesi che non sia
nientaltro che un ibrido fine a se stesso. Un rischio sempre dietro langolo,
che i due musicisti Gianluca Paladino e Fabrizio Elvetico (coadiuvati da Carlo Di Gennaro,
Drummond Petrie e Mimmo Fusco) scansano con evidente agilità. Sarà per un calcolo o per
una magica alchimia, fatto sta che le pulsioni che animano il progetto Illàchime Quartet
emergono senza fatica e si condensano in una musica che non è né classica né rock, né
minimalismo né pura improvvisazione, eppure è tutto questo insieme. A campionamenti e
glitch rispondono placidi accordi di piano, mentre distensive suggestioni ambient si
evolvono in coinvolgenti progressioni cinematiche. E così, in quello che potrebbe
risolversi in un frullato senza costrutto, si coglie invece un saldo equilibrio.
Guido Siliotto
il Mattino, martedi 15 giugno 2004
da: Addio gag, faccio il cantautore
Ultimi dischi napoletani prima del black out estivo. [...] Avanguardia? Difficile trovare
la parola adatta per definire la glitch music dei Retina.it, duo digitale di Pompei già
noto anche oltreoceano che, nellalbum che porta il loro nome da poco edito dalla
Mousike.lab, raccolgono suggestioni electro-ambient tra cui spicca «12set», registrata
il 12 settembre 2001 con la radio usata come uno strumento, e «Risveglio», riscrittura
della colonna sonora del corto di Bunuel/Dalì «Un chien andalou». Importante, ma meno
centrale, invece, lelettronica nel cd di debutto degli Illàchime Quartet, sospesi
tra post-rock, suoni concreti e minimalismo trasversale e romantico: Fabrizio Elvetico e
Gianluca Paladino, un altro duo a dispetto della definizione di quartetto, aggiungono
campionatori e strumenti acustici per definire un panorama sonoro ora sognante ora oscuro
e nervoso. Retina.it e Illàchime dimostrano la vitalità di una scena sotterranea attenta
allevoluzione tecnologica come alla contaminazione dei generi. [...]
Federico Vacalebre
Freak-out
online
Recensione Live
Illàchime Quartet - Slovenly Bar - Napoli (10/06/2004)
No, gli Europei di calcio ancora non sono iniziati, ma un afoso giovedì di Giugno si
presta meglio al refrigerio domestico o, ancor meglio, outdoor che non a un
ennesima discesa nei sotterranei inferi dello Slovenly. Eppure ci siamo, e contrariamente
alla tradizione (?) di questo covo di rocknroll mongoloids (ipsi dixerunt)
stasera non ci sono Melt Banana o Queers di turno a generare caldo. Non fa neanche tanto
caldo, a dire il vero. La densità umana è, appunto, umana, e in tali condizioni il
sotterraneo si appropria quasi delle doti che rendono una cantina adatta alla stagionatura
e allinvecchiamento. Ma soprattutto, non cè il bollore torrido del rock.
Forte di un precedente demo, e di un altro nuovo da poco sfornato, il partenopeo
Illàchime Quartet corona stasera il suo corteggiamento nei miei confronti. Ma come, ci
lasciamo sedurre da una band senza etichetta e non si tratta neanche di amici
?! Beh. Non uno, ma tanti beh
Una cosa labbiamo già detta: niente rocknroll, per stasera (e cavolo,
Walter e soci non ne sembrano neanche tanto addolorati). Due: i protagonisti di stasera
sono musicisti, nel senso pieno della parola: nulla della loro visibilità è affidato al
look, a unetichetta nel senso non discografico , a una qualsiasi
entità collettiva sovra-band (niente scene, giri etc.). Certo, gli amici in
sala non mancano, ma non mi danno limpressione di una compatta colonia in autobus
auto-deportatasi da qualche altro club di più abituale frequentazione (capito cosa
intendo? a Napoli, e forse anche altrove, cè una scena che ti deve
sostenere, se no buonanotte
). E anche letà avanzata devessere traccia
di esperienza consumata, e buona consigliera di ciò che ci apprestiamo ad ascoltare. Tre
(soprattutto): non solo non è rocknroll (niente in contrario, comunque).
E avanguardia, sperimentazione, creatività a livelli elevatissimi.
Eh già, in attesa di brevettare nuovi termini forse di queste ultime paroline si fa un
eccessivo utilizzo, a beneficio, talvolta, di chi scambia lavanguardia con la
lungimiranza nella gestione del proprio portafoglio (ma perché, non si tratta comunque di
guardare avanti?). Ma gente, qui si fa davvero sul serio. Lo dicono anche i
volumi, da subito, forse insensatamente alti, o forse è la disabitudine, ma quei primi
colpi su rullante e corde note alte fanno sanguinare i timpani (hey, ma noi
non eravamo quelli dei Pixies al Primavera Sound in quarta fila? che rammolliti
). Ma
presto ci si abitua, così come presto ci si lascia catturare dalle complicate tessiture
sonore, dalle dissonanze che quadrano, dagli scatti brucianti e nervosi di chitarra e
batteria che si fanno riagguantare dalla tastiera, impostata sul timbro del pianoforte,
dal basso che scava nelle budella, dal violoncello che pure scava, sempre più giù, ma
altrove, nellinesprimibile, dagli spettrali affreschi di quando tutto tace tranne la
chitarra, scordata o stonata che sia (su disco riesce meglio comunque è
Silos, lincipit).
Ecco, credete forse che dentro di noi, dove tutto è buio, suoni una melodia coerente e
lineare? Nientaffatto. E certo, abbiamo bisogno anche di questa, dallesterno,
per la nostra vita, ma se la musica ha anche la possibilità e quindi il compito
di dare espressione a ciò che altri mezzi non ha per prenedere forma, allora,
qualche volta, che sia. La sensazione, di sgomento straniamento pur se allinterno
dellio, è quella che riescono a darmi i King Crimson di Larks Tongues in
Aspic o Starless and Bible Black, anche se pochissime sono le assonanze
e dei frippiani frattali latita ogni traccia. Cè bisogno di chiudere gli occhi a
momenti per domare il cozzare quasi epico di forze espressive frattanto scatenatosi. Un
concerto così, voi, come lo definite?
Illàchime Quartet
Cd autoprodotto
4 brani, 4414
Ci vuole una bella dose di coraggio ad intitolare il primo brano di un cd di
debutto Il monopolio della noia, in un disco, tra laltro, di sole 4
tracce la cui lunghezza varia dai 7 minuti e mezzo ai quasi 11 del già citato brano
dapertura. Ma lIllàchime Quartet, creatura musicale inafferrabile e
convincente dei polistrumentisti Fabrizio Elvetico e Gianluca Paladino, non mette a dura
prova le orecchie più sensibili, riuscendo a catturare lattenzione con brani
ipnotici in perfetto equilibrio tra avanguardia rumorista (tra citazioni più o meno
consapevoli del Canterbury sound di Henry Cow e le divagazioni rock jazz di John Zorn) e
rigorosa costruzione minimalista, con ricorrenti aperture alla pura improvvisazione. Il
quartetto, che si avvale sia di tastiere elettroniche che di strumenti acustici come piano
e violoncello, non si spinge troppo in là nella sperimentazione ma conserva una spiccata
predilezione per le linee melodiche, soprattutto nelle parti pianistiche di Elvetico, più
vicine al jazz di quanto non lo siano gli scheletrici e minimali interventi della sezione
ritmica. Costruito coma una colonna sonora per un film immaginario, il debutto degli
Illàchime Quartet cresce ad ogni ascolto e rivela uninaspettata capacità di
coinvolgimento, al punto che potrebbe piacere sia agli appassionati di post-rock che ai
cultori di musica contemporanea. Gli Illàchime, se la data verrà confermata, suoneranno
questa sera allo Slovenly bar.
napolichespettacolo.it
Giovedì 10 giugno 2004 SLOVENLY R'N'R BAR Vico S.Geronimo
Napoli
ILLACHIME QUARTET (Napoli www.illachime.net)
Ennesimo esperimento del vostro buco preferito in citta! Stasera vi
proponiamo uno stranissimo esperimento tutto napoletano tra post rock, musica concreta e
davanguardia e cinematic ambient di scuola minimalista. La classica formazione rock
e integrata dallultilizzo di strumenti acustici e campionatori per creare,
come loro stessi preannunciano, un suono decisamente trasversale. Sessanta minuti di
interscambio tra musica e realta. Lo spettacolo di I.Q., pur includendo alcuni
campionamenti e suoni sintetici si caratterizza soprattutto per gli interventi
strumentali, acustici ed elettroacustici, dei quattro musicisti; i quali interagiscono con
suoni colti dalla realtà sia interpretando parti obbligate, sia creando e sviluppando
improvvisazioni. In questo modo le basi che suonano durante la performance, più che
vincolare i musicisti gli permettono di esprimersi e di interagire liberamente, fino a
ribaltare il tradizionale rapporto tra l'uomo e la macchina.
citta.libero.it/napoli
ILLACHIME QUARTET DAL VIVO
Giovedì 10 allo Slovenly
Esperimento tutto napoletano tra post rock, musica concreta e d'avanguardia, cinematic
ambient di scuola minimalista. La classica formazione rock è integrata dall'ultilizzo di
strumenti acustici e campionatori per creare, come loro stessi preannunciano, «un suono
decisamente trasversale. Sessanta minuti di interscambio tra musica e realta». Lo
spettacolo di I.Q., pur includendo alcuni campionamenti e suoni sintetici, si caratterizza
soprattutto per gli interventi strumentali, acustici ed elettroacustici, dei quattro
musicisti; i quali interagiscono con suoni colti dalla realtà sia interpretando parti
obbligate, sia creando e sviluppando improvvisazioni. In questo modo le basi che suonano
durante la performance, più che vincolare i musicisti, permettono di esprimersi e di
interagire liberamente, fino a ribaltare il tradizionale rapporto tra l'uomo e la
macchina.
SLOVENLY Vico S. Geronimo 24 Tel 0815526108 Ore 22.30
Corriere del Mezzogiorno, 10 giugno 2004, pag. 17
ALLO SLOVENLY BAR
Con l'Illàchime quartet suoni senza frontiere
Stasera io Stovenly Bar offre al suo pubblico uno spettacolo insolito: i) gruppo
napoletano Illàchime quartet awolgera i presenti in un'atmosfera di musica contemporanea
acustica ed elettroacustica, Il postrock e il dark si intrecceranno ai suono colti
dall'esterno. L'appuntamento e alle 23, l'ingresso e di 5 euro. Per l'occasione verranno
proiettati i video di Federico Fernicola e Giuseppe Bella.
City Napoli, 30 aprile 2004,
pag. 26
Nuovo cd
Illàchime Quartet a galleria Toledo
Un quartetto da camera, in cui si intrecciano violoncello,
pianoforte e tastiere, tra suoni acustici e qualche campionamento elettronico. Una
formazione per sua stessa natura "colta", che non prevede parti cantate, con
parti sonore minimali o improvvisate, spesso dissonanti, costruite come una colonna sonora
di una pellicola inquietante. Questo ed altro sono l'Illáchime quartet, progetto del
polistrumentista Fabrizio Elvetico, che già aveva aperto il concerto degli Early Day
Miners qualche settimana fa al teatro Instabile per la rassegna Retronuevo. Questa sera il
quartetto partenopeo affronta da solo la platea di Galleria Toledo per presentare il nuovo
cd
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