nocebo frames

il genere di prodotti accatastati da annie era indice della labilità della linea di demarcazione fra lo stato sovrano della realtà e la repubblica popolare della paranoia.(stephen king – misery)

è sempre sgradevole quando uno stupido che prima amavamo per la sua stupidità diventa improvvisamente intelligente

(fedor dostoevskij – la padrona)

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….io sono un fallito coi fiocchi…!!grazie al cielo per questo la stimo tanto…qualunque altra cosa al giorno d’oggi sarebbe orribile. si guardi intorno guardi la gente di successo vorrebbe essere uno di loro, onestamente?…

(henry james – ambasciatori)

ti racconterò tutto, mi racconterai tutto e forse usciremo vivi dal lago di piscio e merda in cui gli altri affogano

(tratto dal film magnolia di paul thomas anderson)

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i bambini contnuavano a gridare “un aereo…un aereo” tendevano le braccia come per afferrarli lo sguardo fisso nello zoo di nuvole in cui gli aerei si muovevano fra teste di animali e mostri.

(ingeborg bachman – il trentesimo anno)

…alzai la testa, il mare aperto era sbarrato da un nero banco di nubi e la tranquilla via d’acqua che porta agli estremi confini della terra scorreva tetra sotto un cielo plumbeo e sembrava condurre nel cuore di un’immensa tenebra.

(joseph conrad – cuore di tenebra)

all’ospedale jenny potè poi recuperare in fretta il tempo perduto e veniva scoprendo che la gente non è molto più misteriosa né molto più attraente dei molluschi bivalvi. mia madre scrive garp non era tipo da fare tante sottili distinzioni…una grossa diversità tra vongole e persone è che queste ultime hanno perlopiù un certo senso dell’umorismo…ma jenny non era affatto incline all’umorismo.

(john irving – il mondo secondo garp)

gruppi umani composti da almeno tre individui hanno una tendenza apparentemente spontanea a dividersi in due sottogruppi ostili.

(Michel Houellebecq – Piattaforma)

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ma l’onestà ha qualcosa a che fare con il sesso? mi chiesi. la risposta la conoscevo già, nelle cose di sesso l’onestà è stimolante come guardare una pietra ricoperta di muschio in un giardino deserto.

(Murakami Haruki – Dance dance dance)

Gyuri si diresse alla biblioteca universitaria. Vi regnava il rituale grave mutismo tipico delle biblioteche; un silenzio sedimentatosi con i millenni; di solito le biblioteche, con i loro cumuli di cultura letteraria, gli ispiravano una sensazione stranamente rassicurante. Tutto a posto, lo rincuoravano tacitamente i libri, siamo qui. Fuori magari la follia raggiunge vette impensabili, imperversa la scempiaggine e la mediocrità fa strage di tutto e tutti, ma noi non abbiamo nulla a che fare con il vaniloquio. Qui la cultura attinge a profondità incommensurabili qui è racchiuso il meglio di tutti i secoli.

(Tibor Fisher – Sotto il culo della rana)

Non mi sento troppo stanca, così sto sveglia a leggere le insegne al neon lungo l’autostrada. Le lettere spente creano messaggi misteriosi. C’è una stazione Shell a cui manca la s: hell aperto 24 ore.

(Cristina Garcia – Questa notte ho sognato in cubano)

Hanno detto che dobbiamo essere ligi alla sicurezza perché è la croce rossa che ci fornirà pomata e bende per le ferite e allontanerà le idee estranee, le perline di vetro della fantasia forcine contorte dell’irrazionale appuntate nella nostra mente (…..) Mi rinchiusero in ospedale perché si era aperto un grande squarcio nel banco di ghiaccio fra me e gli altri, che guardavo allontanarsi alla deriva insieme al loro mondo, su un mare color malva dove pesci martello dal languore tropicale nuotavano fianco a fianco con le foche e gli orsi polari.

(Janet Frame – Dentro il muro)

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La grande sconfitta, in tutto, è dimenticare, e soprattutto quello che ti ha fatto crepare, e crepare senza capire mai fino a qual punto gli uomini sono carogne. Quando saremo sull’orlo del precipizio dovremo mica fare i furbi noialtri, ma non bisognerà nemmeno dimenticare, bisognerà raccontare tutto senza cambiare una parola, di quel che si è visto di più schifoso negli uomini e poi tirar le cuoia e poi sprofondare. Come lavoro, ce n’è per una vita intera.

(Louis-Ferdinand Céline – Viaggio al termine della notte)

Una volta arrivato il silenzio mise radici in lui e cominciò a diffondersi. Gli uscì dalla testa e lo avvolse tra le sue braccia melmose. Lo cullò al ritmo di un battito antico, fetale.
Allungò le ventose dei suoi tentacoli furtivi centimetro dopo centimetro dentro il suo cranio, ripulendo come un aspirapolvere le vallette, le colline della memoria, sloggiando vecchie frasi, scuotendole via dalla punta della lingua. Spogliò i pensieri delle parole necessarie a descriverli, lasciandoli nudi e spellati. Indicibili, intorpiditi. E quindi, agli occhi di un osservatore esterno, quasi assenti. Lentamente, col passare degli anni, Estha si ritirò dal mondo. Si abituò alla piovra irrequieta che gli viveva dentro e che schizzava inchiostro anestetizzante sul passato. A poco a poco la ragione del silenzio scomparve, seppellita in qualche punto profondo tra le pieghe consolanti di quella realtà.

(Arundhati Roy – Il dio delle piccole cose)

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(…) il potere americano non è il nemico è il morbo!(Alexander Herzen  1812-1870)

Era una vita introversa, autosufficiente, stagnante, che saliva la barriera di quella singolare «ignoranza» che gli Handdarata consideravano così importante, e obbediente alle loro regole d’inattività o di non ingerenza. Quella regola (espressa dalla parola nusuth, che io devo tradurre «non conta», «non ha importanza») è il cuore del culto… sotto la politica e le parate e le passioni della nazione scorre un’oscurità antica, passiva, anarchica, silenziosa, le «tenebre feconde» dell’Handdara.

(Ursula Le Guin – La mano sinistra delle tenebre)

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Mio padre era scappato dal suo paese subito dopo la guerra, preciso: subito dopo la sua guerra che finì un poco dopo quella di quasi tutti gli altri. Era fornaio e come tutti i fornai anche lui era un libertario, un anarchico. Perché tutti i fornai erano anarchici? Perché di notte c’è modo di avere più coraggio e più libertà, perché il pane è la misura della giustizia, perché l’acqua e il fuoco non fanno rumore e non confondono il cervello, e poi perché al suo paese lo erano in tanti. Non ne sapeva dire il motivo ma era così….(Maurizio Maggiani – Il coraggio del pettirosso)

Chiunque per troppo amore – che dopo tutto è mostruoso – muore della propria infelicità, rinasce per non conoscere più né amore né odio, ma per godersela. E questa gioia di vivere, perché acquisita innaturalmente, è un veleno che alla fine inquina tutto il mondo.

(Henry Miller – Tropico del Capricorno)

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Fin dai tempi antichi il popolo itinerante dei fanfaroni e dei prestidigitatori, così chiamati per la destrezza con cui estraevano i loro incantesimi dal sacchetto della fortuna che tenevano legato alla cintola, si è fatto lustro di saper riprodurre l’illusione della vita. Onorevolissimo signor barone: loro non furono gli inventori ma semplicemente dei meccanici di secondo e terzo ordine e tuttavia furono dei ciarlatani di prima qualità, capaci di sfruttare il gusto della gente per i prodigi

(H. Burger – Servo d’orchestra)

Ero troppo pauroso, troppo vigliacco, troppo poco valoroso per fare il calciatore, così sono passato dalla parte dei paurosi e dei vigliacchi, dei codardi. Dalla parte di quelli con le poesie e con i libri

(Peter Bichsel – Le piacerebbe essere stato Mozart ?)

Verso ovest, adesso, verso il punto dell’oceano dove la traiettoria chiude il cerchio dei ritorni e delle accoglienze, gli itinerari ricontornati si sovrappongono, riaffondano nei luoghi e nei tempi originali.

(Claude Ollier – Lo scacco di Nolan)

Porto con me la consapevolezza della disfatta come una bandiera vittoriosa

(Fernando Pessoa – Livro do Desassosego)

Montag spiò l’immensa cortina di polvere calare e il silenzio immenso scendere sul loro mondo. E a stare disteso là gli sembrava di vedere ogni singolo granello di polvere e ogni filo d’erba e di udire ogni grido, ogni punto, ogni fruscio che alitasse ora nel mondo. Il silenzio scese nella polvere sparsa e su ogni cosa che a loro potesse occorrere di guardarsi intorno, di raccogliere la realtà di tanta giornata nei loro sensi

(Ray Bradbury – Fahrenheit 451)

Comincio ad essere stanco del sole vada in perdizione il mondo intero

(William Shakespeare – Machbet attoV, sc V)

La pioggia è cessata, l’aria è dolce nel cielo rotolano lentamente belle immagini nere: è più di quanto non occorra per la cornice d’un momento perfetto

(Jean Paul Sartre – La Nausea)

….si questo è il mio aspetto interiore chiamato così a ragion veduta. Qualcuno dei raggi emessi dal mio aspetto esteriore filtra dentro e macchia il mio io interiore.

(Emanuel Carnevali  -  Il Primo Dio)

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I miei genitori mi hanno fatto dono dell’irreligiosità, grazie a loro ho potuto diventare grande senza curarmi di chiedere alla gente quali dei avesse cari, supponendo che in realtà, come ai miei genitori, gli dei non le interessassero; e che questo disinteresse fosse “normale”. Potreste dire che questo dono era un calice avvelenato, ma anche se fosse così, è una coppa dalla quale berrei ancora volentieri.

(Salman Rushdie – La terra sotto i suoi piedi)

Alla fine comunque dimentichiamo tutto. Siamo essere umani, siamo macchine per l’amnesia.

(Douglas Coupland – Microservi)