Illachime quartet
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Filed under Recensioni, Soundtrack 2019

Blow Up Magazine, recensione a Soundtrack

Sono passati ben sette anni dal precedente “Sales” – che peraltro era una raccolta di pezzi di repertorio remixati da sodali, amici e collaboratori – eppure gli Illachime Quartet dimostrano di essere una macchina sonora ancora perfettamente oliata, tutt’altro che arrugginita.
Frutto di un intenso lavoro collettivo (progetto sostenuto dall’Ex Asilo Filangieri, finanziato da una campagna di crowdfunding e realizzato insieme a ben diciannove musicisti) 1l nuovo lavoro si ispira alla pellicola “Cinque pezzi facili” – regia di Bob Rafelson, un poco più che trentenne Jack Nicholson protagonista – e si presenta strutturato in due parti ben distinte: 5 pezzi “facili” rimpastano vecchio materiale destinato a colonne sonore e sono firmati dall’ensemble allargato che abbiamo detto, inscenando su un ossuto palcoscenico
post-punk dialoghi jazz-rock ora più ariosi (tromba, trombone, vibrafono) ed ora più severi (flauto, oboe, clarinetto, fagotto), talmente ricchi di dettagli (immaginate una session tra i Kammerflimmer Kollektief e i Tortoise) da apparire quasi leziosi (Easy Piece #1); altri cinque pezzi ”non facili” sono invece figli di improvvisazioni radicali registrate presso l’Asilo nel febbraio 2018 e risultano senz’altro meno sofisticati, ma comunque sostanziosi e perfettamente a fuoco nella loro magmatica crudezza. La nostra preferenza va proprio al secondo dei due blocchi – la catastrofe imminente preannunciata da Uneasy Piece #1, i ronzii noise che scuotono le pareti metalliche di Uneasy Piece #3 e il canto claudicante del violoncello nella filamentosa Uneasy Piece #4 toccano vette notevoli – ma tutta la prova, chiusa da un’undicesima traccia intitolata Game Over, è di grande qualità e vale non meno di (7/8)

Guido Gambacorta, luglio/agosto 2019

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