Illachime quartet
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Filed under Recensioni, Soundtrack 2019

Rockit, recensione a Soundtrack

Partiamo dal fondo perché per parlare di questo “Soundtrack (for Parties on the Edge of the Void)”, album allucinato, in senso positivo, come pochi, non bisogna proprio rispettare alcun tipo di regola. Gli llachime Quartet, vero e proprio “progetto in divenire della musica italiana e non solo” infatti in questo lavoro riversano tutta la loro, incredibile vena creativa, e lo fanno, almeno per noi, al meglio proprio nella traccia finale, “Game Over”. “Game Over” è la summa del loro strano ibrido di “punk orchestrale” pieno di post-rock e di orchestrazioni di fiati da grande band, composizione pensata per fare da chiosa a “Cinque pezzi facili”, pellicola cult del 1970 (a cui tutto il disco si ispira). E proprio grazie al riferimento cinematografico che il lavoro degli llachime Quartet si fa conoscere in tutta la sua potenza espressiva. Potenza che travalica le divisioni di genere, ed anche un po’ il buon senso, per approdare in quel mare magnum che fa dell’improvvisazione l’unica chiave interpretativa possibile e della musica e della vita intera. Servono, come il pane, dischi come questo, che il recensore di turno difficilmente riesce ad ingabbiare in schemi e idee preconcette, perché ci fanno ricordare come la musica, oltre che marketing, affari e “ripetizione di schemi già visti” è, anche e soprattutto, “un modo che l’essere umano si è dato sia per stare assieme sia per elevarsi ad un livello superiore da sé”. Ascoltando quest’album, inutile dirvi, lo potrete fare anche voi. 

Mattia Nesto, 03/08/2019

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